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Roma sotterranea e nascosta: Vicus Caprarius, la Città dell’Acqua

Roma sotterranea e nascosta: Vicus Caprarius, la Città dell’Acqua

vicus caprarius

Vicus Caprarius: la parte segreta di Roma

Quando pensi a Roma le prime immagini che ti verranno in mente saranno senz’altro il Colosseo, o la Fontana di Trevi, i Fori Imperiali o, ancora, l’imponente scalinata sopra Piazza di Spagna.

E se ti dicessi che esiste anche un altro lato della Città Eterna, un lato nascosto e misterioso a 9 metri di profondità?

Sotto le principali strade romane quotidianamente prese d’assalto da migliaia e migliaia di turisti, coesiste infatti un mondo parallelo e sotterraneo in cui ingegno, storia e leggenda si fondono, regalando un’esperienza coinvolgente che porta alla scoperta di un’area di Roma dal grande fascino.

Si chiama Vicus Caprarius – La Città dell’Acqua ed è un grande complesso edilizio antico scoperto in maniera del tutto casuale all’inizio degli anni 2000 durante i lavori di restauro dell’ex Cinema Trevi.

Scopriamo insieme tutte le sue caratteristiche!

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Vicus Caprarius a Roma: origine e segreti della Città dell’Acqua

Il Vicus Caprarius risale al tempo dell’Imperatore Nerone (55-68 d.C.) e, secondo le stime effettuate, doveva estendersi su una superficie di oltre 2000 metri quadri, tra Via di S. Vincenzo (l’antico Vicus Caprarius) e Via del Lavatore.

Nel corso del tempo si sono succeduti qui vari edifici, cambiando uso e destinazione a seconda dell’occorrenza.

Le strutture più antiche riguardano un’insula, ossia un caseggiato di appartamenti edificato subito dopo l’incendio che devastò Roma nel 64 d.C., all’epoca di Nerone; è proprio a seguito di questo evento che l’imperatore si impegnò nel realizzare una nova Urbs, ovvero una nuova città organizzata secondo regole di sicurezza più ferree.

L’insula fu poi trasformata in una ricca domus (una residenza signorile) e impreziosita con mosaici e marmi prestigiosi. E’ a questo periodo che appartengono gli svarianti reperti del piccolo “antiquarium” conservati all’interno del Vicus Caprarius: statue marmoree (tra cui la testa di Alessandro Helios), marmi policromi, decorazioni, anfore africane per il trasporto dell’olio e oltre 800 monete di scarso valore, con molta probabilità i risparmi di un servo.

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La seconda importantissima struttura custodita nel Vicus Caprarius è il grande serbatoio idrico – il cosiddetto “castellum aquae” – da cui deriva il nome del sito “Città dell’Acqua”, una cisterna che serviva per immagazzinare l’acqua proveniente dal vicino Acquedotto Vergine.

Questo acquedotto fu ideato da Agrippa – genero dell’imperatore Augusto – per alimentare le terme nella zona del Campo Marzio ed è l’unico degli acquedotti di Roma antica ad oggi ancora funzionante: le sue acque purissime, infatti, alimentano molte delle fontane monumentali romane, fra cui la meravigliosa Fontana di Trevi.

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Come trovare il Vicus Caprarius e costo della visita

Il Vicus Caprarius si trova subito dietro l’angolo della Fontana di Trevi, svoltando nel Vicolo del Puttarello.

Di seguito le tariffe per accedervi: INTERO: 4,00€, RIDOTTO: 2,50€ (Roma Pass, studenti 18/25 anni U.E., insegnanti U.E.), RIDOTTISSIMO: 1,00€ (ragazzi 14/17 anni), GRATUITO: under 14, studenti universitari di archeologia U.E, Rome City Pass

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La prenotazione degli ingressi è sempre consigliata, ma è obbligatoria il Sabato, la Domenica e nei giorni festivi.

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Aperto al pubblico nel 2004, il Vicus Caprarius – La Città dell’Acqua è un esempio suggestivo della stratificazione che si estende sotto il Rione Trevi e che i romani amano definire “una lasagna archeologica“.

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