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TRAVEL | Marocco racconti di viaggio. Tappe: Gole di Dades, Gole di Todra e Deserto del Sahara

TRAVEL | Marocco racconti di viaggio. Tappe: Gole di Dades, Gole di Todra e Deserto del Sahara

Eccoci al nostro quarto ed ultimo appuntamento “travel” riguardante il viaggio in Marocco che ho fatto lo scorso Novembre.

Abbiamo già fatto molta strada insieme, percorso centinaia di chilometri e visto tanti luoghi e città meravigliose. Se vi ricordate, il primo post riguardava i consigli generali da tenere in conto prima di organizzare un viaggio in Marocco, il secondo post è un focus su Marrakech e nel terzo post vi ho parlato degli High Atlas Mountains e di Ouarzazate. Nel post di oggi scopriremo le ultime tappe della mia avventura marocchina con Super Tours-Maroc tra le quali c’è L’AVVENTURA, una delle più belle esperienze della mia vita e che mi è rimasta particolarmente scolpita nel cuore.
Il nostro viaggio si era interrotto all’Hotel Auberge Panorama, nell’Alto Atlante e dopo esserci riposati e aver goduto di un’alba spettacolare, siamo ripartiti proprio di qui diretti verso le Gole di Dades, uno dei canyon più spettacolari del mondo.

Prima di iniziare a risalire lungo la Route 704 ci siamo fermati presso la vallata di Monkey Fingers (letteralmente “Dita delle Scimmie”) per via della curiosa forma dei massi che raggiungono il cielo e che ricordano proprio tante piccole dita di scimmia.

marocco monkey fingers
Mano a mano che si prosegue le dita delle scimmie scompaiono per lasciare spazio a pareti rocciose a strapiombo scavata dall’acqua in migliaia e migliaia di anni.
Lo scenario è quasi surreale e incredibilmente imponente. Il punto panoramico più caratteristico si raggiunge solo dopo circa 25 km da quando si è svoltato per Tamellat e la parte finale di questo tratto di strada a tornanti, la Route 704, è considerato tra i più suggestivi al mondo!
Beh, che dire? E’ proprio così. Lascia senza fiato!
Questo spettacolo della natura si intreccia con la cultura affascinante e così tanto differente dalla realtà a cui siamo abituati del popolo berbero.
Un popolo nomade che vive di agricoltura, pastorizia e natura a tutto tondo, con la propria lingua, le proprie credenze e la propria religione: le loro donne sono infatti libere di uscire senza velo, di indossare abiti bellissimi e di tatuarsi in volto.
Una volta che si è raggiunto il punto più alto, per tornare indietro avrete due scelte: o percorrere la stessa strada a ritroso oppure continuarla e percorrere la deviazione per le Gole del Todra. In questo caso, è necessario possedere una macchina 4×4.
Noi abbiamo fatto sosta presso la gola di Dades vera e propria in cui scorre il fiume e che può essere attraversata a piedi godendosi il bellissimo panorama roccioso a destra e sinistra.
Camminando abbiamo incontrato alcune donne berbere con i loro bambini intente a lavare i propri indumenti nel fiume accompagnate da un piccolo dromedario e ci siamo scambiati qualche sfuggente sorriso. Sono infatti molto riservate, motivo per cui è sconsigliabile fotografarle senza chiedere prima il permesso.
gole di dades maroccogole di dades maroccogole di dades marocco
Dopo esser tornati a Boumalne Dades si imbocca nuovamente la N10 e si continua il viaggio verso Tinghir.
All’improvviso vi troverete di fronte a una, anzi, a due pareti rocciose altissime che si ergono imponenti per oltre 300 metri e che distano una ventina di metri l’una dall’altra. Sono le Gole di Todra, un must per coloro che passano da queste parti. E’ possibile parcheggiare la macchina all’entrata e procedere a piedi costeggiando il fiume e ammirando lo splendore del posto.
Anche qui, così come nel fiume Dadès, si incontrano le popolazioni locali che usano il fiume Todra per le loro attività quotidiane.
Consiglio di visitare le gole al mattino, così da evitare l’ingorgo di transfer e turisti e per godersi tutta la pace e la tranquillità che le caratterizzano.
Ottimo posto per gli amanti del climbing!
Gole di Todra marocco
Dopo questa bellissima gita fra le rocce e le montagne abbiamo pranzato e ci siamo diretti ancora più a sud verso un paesaggio completamente diverso, un paesaggio magico e unico nel suo genere: il deserto.
Inutile dirvi quanto fossi emozionata e quanto aspettassi questo momento! Molti organizzano viaggi in Marocco che non prevedono l’esperienza nel deserto e optano invece per visitare più città. Per quanto mi riguarda, io non ho avuto alcun dubbio!
Quando questo viaggio era solo una remota idea sapevo già che il deserto sarebbe stata la prima cosa che avrei organizzato e la prima meta da inserire nell’itinerario e devo dire che non mi sono assolutamente pentita di questa scelta.
In Marocco si può accedere e passare una notte nel deserto del Sahara in due punti principali: Zagora e Merzouga. Il primo è più vicino a Marrakech ma è anche più piccolino e meno suggestivo, mentre Merzouga si trova molto più a sud e sono necessarie diverse ore di macchina per raggiungerlo, ma è molto più spettacolare! Basti pensare che le dune dell’Erg Chebbi arrivano fino a 150 metri di altezza.
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Non appena ho appoggiato i piedi sulla sabbia finissima del deserto ho capito che quell’esperienza sarebbe stata indimenticabile.
Ad aspettarci c’erano sei simpaticissimi dromedari (pensavo fossero molto più bassi!) che ci hanno accompagnati per circa 1 ora lungo le dune mentre il sole tramontava.
E’ impossibile descrivere l’atmosfera che si respira nel deserto.
Una pace surreale, un silenzio mistico, una sensazione di serenità che ti fa sentire grata e riconoscente verso la natura, verso Dio, verso il mondo intero.
Guidati dal nostro cammelliere siamo arrivati al campo berbero nel quale avremmo passato la notte e la prima cosa che abbiamo esclamato quando lo abbiamo visto è stata: WOW!
Il Nomade Life Luxury Desert Camp era davvero stupendo, molto lussuoso e dotato di ogni comfort! Eravamo certi di doverci “arrangiare” un po’ rinunciando a qualche comodità durante il nostro soggiorno nel deserto e invece abbiamo trovato un luogo super attrezzato e bellissimo (meglio di alcuni hotel in pieno centro!).
Le stanze erano spaziose, calde, con letto a baldacchino, poltrone e bagno pulitissimo.
Siamo stati accolti con del tè verde rigenerante e successivamente abbiamo cenato in una delle tende del campo mangiando dell’ottimo tajine, carne e tantissime tipologie differenti di verdure.
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Dopo aver cenato abbiamo vissuto un’altro momento tanto inaspettato quanto gradito!
I responsabili del posto hanno acceso un fuoco al centro del campo e hanno iniziato a cantare e suonare sprigionando un’incredibile allegria e aria di festa nell’aria. Questi ragazzi ci hanno raccontato di amare il loro lavoro, di non volerlo cambiare per niente al mondo nonostante ciò preveda di passare tutta la vita lontani da quello che è il mondo moderno e siamo rimasti affascinati dalla loro cultura e dalla loro profonda conoscenza delle stelle, del deserto e di tutto quello splendido universo parallelo.
Abbiamo ballato e cantato sotto migliaia di stelle nel deserto del Sahara riscaldati dal fuoco… ricordo di aver pensato: “Cos’altro potrei desiderare in questo momento? Nulla.
Magia. Pura magia.
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Trascorsa la notte, una tra le più belle ed emozionanti della mia vita, mi sono svegliata all’alba e assieme ai miei compagni di viaggio abbiamo camminato a piedi nudi sulla sabbia ancora fredda del deserto mentre il sole si faceva spazio tra le centinaia di dune attorno a noi.
Poco più tardi siamo rimontati in sella al nostro dromedario e ci siamo goduti il deserto alle prime ore del mattino, forse ancora più bello rispetto alla prima volta. Si è quindi conclusa così la nostra esperienza nel deserto e consapevoli di aver appena vissuto qualcosa di straordinario, siamo tornati alla civiltà.
Consigli pratici per un’esperienza nel deserto
Di seguito alcuni consigli pratici per trascorrere una bella avventura sahariana!
Come vestirsi
 
1)Pantaloni lunghi: di fondamentale importanza per il giro in dromedario. Questi animali hanno il pelo ruvido e ispido, per cui se andate a gambe nude potrete irritare la pelle o, peggio ancora, sentire molto dolore. Anche se viaggiate d’estate quando è caldissimo, coprite le gambe.
2)Pashmina/foulard: portate con voi una sciarpa, un foulard o una pashmina (io l’ho acquistata in città, ne troverete di tantissimi colori e tipologie) e fatevela sistemare dai cammellieri.
In questo modo sarete al riparo da vento e sabbia.
3)Scarpe da ginnastica: nonostante io sia andata nel deserto in sandali perché volevo sentire la sabbia sui piedi (e non mi sono pentita di questo), la maggioranza delle persone consiglia di indossare scarpe chiuse, così da non perderle durante il tragitto e più pratiche per scalare le dune.
4) Capi pesanti: di notte nel deserto le temperature scendono parecchio per cui qualora siate freddolosi portate con voi capi più pesanti (felpa, maglioncino, calzini pesanti), così da non rischiare di provare freddo durante la ore notturne.
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Termina qui il nostro viaggio marocchino, spero vi sia piaciuto e vi siate divertiti a ripercorrere con me le tappe di questa esperienza meravigliosa!
Vi aspetto nei commenti!
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