lunedì 3 ottobre 2016

Dior, Primavera/Estate 2017: il debutto di Maria Grazia Chiuri

L'abbiamo attesa, bramata e desiderata e finalmente abbiamo potuto gustarla in tutto il suo splendore.
Stiamo parlando della nuova collezione per la Primavera/Estate 2017 presentata da Dior nella cornice del Museo Rodin di Parigi. 
Questa sfilata ha segnato il debutto della Direttrice Artistica Maria Grazia Chiuri, la quale per la prima volta ha potuto esprimere il suo talento, la sua filosofia ed il suo essere in e attraverso i tessuti della famosissima maison francese. Ed è anche la première fois che una donna prende la direzione creativa di un marchio come Dior. 

Voglio prestare attenzione al mondo e fare moda raccontando le donne di oggi, accompagnandole nelle loro trasformazioni. Nel superamento di quelle categorie stereotipiche: maschio/femmina, giovane/vecchio, ragione/sentimento, che nella realtà, invece, sono aspetti complementari.
La scherma è una disciplina in cui l’equilibrio tra pensiero e azione, la sintonia tra mente e cuore sono fondamentali. L’uniforme delle schermitrici è, con l’aggiunta di protezioni strategiche, calco di quella maschile. Il corpo femminile si adatta alla divisa e allo stesso tempo la divisa appare plasmata dalla forma del corpo femminile

Queste le parole di Chiuri, che ha focalizzato l'attenzione sulla donna, su una femminilità assoluta, espressa con abiti sensuali e ricchi di tessuti preziosi, da vera fiaba.
La sfilata ha aperto le danze con richiami forti alla scherma, le cui immagini sono state catturate da "L'Innocente" di Visconti.
Il New Look di Dior era una divisa che sfidava la modernità e il rigore della divisa, riconsegnando alla donna una flessuosità ricca e ancien régime, antica ma profondamente nuova in quel preciso momento. Maria Grazia Chiuri si confronta con la tradizione di Dior, che è riportare la donna al centro, scardinando le aspettative, rimettendo in discussione quello che ormai diamo per scontato. Lo fa scegliendo di ragionare sulle forme di un corpo contemporaneo, scattante, olimpionico, elitario nell’eleganza sportiva, ma virtualmente a disposizione di tutti, perché l’uniforme è un elemento unico e seriale allo stesso tempo.
Il vero must della collezione è però la t-shirt con la rumorosa frase "We Should All Be Femminists", che si traduce nel mood generale del nuovo capitolo inaugurato da Maria Grazia Chiuri e in quello che si è già dimostrato un vero fenomeno social. Immediatamente sul web si sono scatenate le fashion addicted con hashtag dedicati, entusiaste e soddisfatte di fronte a questa collezione che si presta moltissimo alla fotocamera dello smartphone.
Nella seconda parte della sfilata, ci si sposta su un piano più elevato: incontriamo sontuosi ricami di segni zodiacali ad occupare superfici che si trasformano in tele ed opulenti figure di tarocchi trasfigurate sapientemente in terreni eterogenei a suggerire possibili interpretazioni del futuro. Il dettaglio però che maggiormente colpisce è il cuore pulsante ricamato sul petto di numerosi capi, a dichiarare, più di mille proclami, l’intensità e la forza di quelle emozioni di cui sono impastate tutte le donne dell’oggi.
I materiali sono molto vari e preziosi: cotone declinato nel nero, nel bianco e nel blu, con parentesi di rosso e rosa, il tulle e lo chiffon, bellissimi, romantici e sempre di grande impatto e il denim.

Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale DIOR.

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